VENERE DI MORGANTINA:

INAUGURAZIONE 17 MAGGIO 2011
La Venere di Morgantina
, tornata da un mese in Sicilia dopo il furto dell'opera d'arte avvenuto negli anni Settanta, sarà finalmente  visibile al grande pubblico. L’inaugurazione avverrà il prossimo 17 maggio nel Museo di Aidone a pochi chilometri da Piazza Armerina.

Una querelle durata oltre 25 anni per la statua di marmo e tufo calcareo del V secolo a. C, trafugata dal sito archeologico di Morgantina nella seconda metà del Novecento. Una figura femminile di rara bellezza (secondo gli storici rappresenterebbe la dea Demetra o la giovane figlia Persefone, sebbene sia nota ai più come Venere) passata tra le mani di ricettatori ed antiquari sino all’acquisto da parte del Paul Getty Museum di Malibù nel 1988 per 18 milioni di dollari.

Una preziosa testimonianza storica ed archeologica contesa tra Italia ed Usa e fortemente rivendicata dai siciliani che hanno sempre sostenuto che fosse giusto che l’antica Dea tornasse proprio tra le colline dalle quali, a forza, era stata strappata via.

La Dea di Morgantina è un originale greco realizzato con due tipi di materiali lapidei, calcareo per il corpo e marmo pario per la testa e gli arti, secondo la tecnica acrolitica sperimentata fin dall’età arcaica nella statuaria greca.

Alta circa 2,30 metri, la statua raffigura una divinità femminile che impetuosa incede nello spazio e nel braccio destro, doveva tenere nella mano, forse, una fiaccola.

Un’elaborata acconciatura probabilmente in metallo dorato, decorata da un copricapo, doveva completare l’immagine e ridare giusto equilibrio proporzionale all’intera figura.

La nuova casa della Dea sarà adesso il Museo Archeologico di Aidone, piccolo comune a 3 km da Morgantina.